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MASCHERINE PER BAMBINI

Mascherine protettive, cosa sono, come sono fatte e dove comprare


Mai come in questo periodo un oggetto tanto semplice è sorto così tanto alla ribalta della cronaca, sia per via della sua, spesso discussa, utilità, sia per la sua difficile reperibilità. Stiamo parlando delle famosissime mascherine in TNT.


Ne esistono di diversi tipi a seconda dell’utilizzo a cui sono destinate e sono create utilizzando diversi materiali.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza esaminandone le tipologie più diffuse il loro utilizzo e la loro utilità nella lotta globale all’epidemia del COVID-19.


Come funziona la mascherina


Facciamo chiarezza.

Le mascherine, di qualunque tipo esse siano, hanno il compito di filtrare l’aria inspirata o espirata da chi le indossa. L’efficacia della mascherina in ciascuna di queste due azioni, inspirazione o espirazione,ne determina la tipologia e le modalità di utilizzo.


Le mascherine create con l’intento di proteggere chi le indossa hanno la funzione prevalente di filtrare l’aria inspirata, evitando che entrino nell’organismo il patogeno, attraverso bocca e naso.

Eventuali agenti potenzialmente tossici, come ad esempio pulviscolo o polline, o germi, come batteri e virus vengono bloccati dal tessuto.


Una questione molto dibattuta riguarda il cosa riescono o meno a filtrare, ciò dipende principalmente dal tipo di materiale filtrante utilizzato e dalla sua qualità.


Le mascherine create per proteggere gli altri, hanno tipicamente la funzione di evitare che agenti patogeni, eventualmente presenti nel nostro organismo, possano essere trasmessi ad altri.

La funzione filtrante in questo caso potrà essere limitata alle particelle che vengono emesse dal nostro corpo, mentre parliamo, anche solo respiriamo, tossiamo o peggio strarnutiamo.


Queste emissioni sono di due tipi: i droplets e l’aerosol.
I droplets sono goccioline di saliva che come si può immaginare hanno dimensioni evidenti e sono pertanto abbastanza agevoli da fermare mentre, l’aerosol, è sempre saliva ma molto più finemente nebulizzata.


Le mascherine chirurgiche

mascherina chirurgica usa e getta


Le mascherine chirurgiche sono uno dei presidi medici più diffusi.

Sono state ideate per essere utilizzate dai medici in sala operatoria o in generale in quelle situazioni dove si vuole preservare il paziente dal potenziale contatto con agenti patogeni, eventualmente trasmissibili da parte di chi le indossa.


Sono costituite da un minimo di tre strati di materiale cartaceo o di tessuto-non-tessuto (TNT) che hanno le seguenti funzioni:

mascherina 3 strati


1° Strato – esterno, con la funzione di proteggere “meccanicamente” la mascherina evitando che il materiale filtrante sia direttamente a contatto con l’aria esterna. Spesso questo strato ha proprietà idrofobe per meglio resistere all’umidità eventualmente presente nell’aria.


2° Strato – intermedio, ovvero quello che effettivamente ha la funzione filtrante, realizzato con un materiale con trama molto fitta nell’ordine di 1/3 micron

3° Strato – interno, che svolge una funzione protettiva per la nostra cute evitando che sia direttamente e costantemente in contatto con lo strato filtrante.


Anni addietro le mascherine erano realizzate anche in carta ma attualmente il materiale cartaceo viene ormai raramente utilizzato principalmente perché eccessivamente assorbente, risultando per questo motivo di scarsa durata.

La tendenza quindi è di utilizzare un tessuto-non-tessuto in polipropilene o in alternativa anche in poliestere che ha proprietà filtranti e meccaniche decisamente superiori.


Le tecnologie con i quali sono costruiti i tre strati delle mascherine, in particolare quella utilizzata per lo strato intermedio, ha effetto sulla loro efficacia.


Quella che a noi sembra un normale pezzo di stoffa con degli elastici, in realtà richiede procedimenti e tecnologie molto sofisticati per essere realizzata.

In particolare lo strato intermedio, per il quale viene utilizzata una particolare tecnologia detta “meltblown”, risulta particolarmente complesso e di più difficile realizzazione rispetto agli strati esterni prodotti con la tecnologia “spunbound”.


Dato che è proprio la quantità dello strato filtrante centrale a determinare l’efficacia della mascherina, recentemente viene utilizzata una tecnica detta SMS che permette di produrre un singolo strato con una struttura a sandwich che incorpora direttamente due strati di spunbound con in mezzo uno strato di meltblown.

Uno di questi però risulta insufficiente come attività filtrante che viene incrementata utilizzando tre strati di SMS che, quindi,accorpati dispongono di uno strato di meltblown sufficiente.


Come vanno utilizzate le mascherine chirurgiche


Se lo scopo dell’utilizzo delle mascherine è intuitivo in ambito ospedaliero, ed è appunto quello di proteggere il paziente, rispetto ad un’epidemia come il COVID-19, necessita di essere chiarito.


Per quanto qualsiasi mascherina rappresenti una barriera tra noi e l’esterno, non deve indurre all’errore di essere considerata come totalmente protettiva per chi la indossa. Questo errore infatti corre il rischio di essere causa di comportamenti errati e di conseguenza pericolosi.


Il COVID-19 è una malattia nuovissima che il mondo ha dovuto imparare ad affrontare molto velocemente e i cui meccanismi di contagio e di infezione non sono ancora del tutto noti.

A complicare il tutto, non sempre questa si manifesta con sintomi evidenti e anzi questi spesso risultano completamente assenti.

Anche in caso di totale mancanza di sintomi, e quindi in una persona all’apparenza sana, il virus presente nell’organismo può comunque essere trasmesso ad altri. Si parla in questo caso di soggetti positivi asintomatici.


È proprio in questo caso che le mascherine risultano particolarmente utili: i soggetti evidentemente sintomatici infatti sono facili da individuare e quindi da isolare evitando che contagino gli altri.

Coloro però che sono stati contagiati e non hanno ancora mostrato nessun sintomo, e magari non lo mostreranno mai, rappresentano un pericolo meno evidente ma comunque presente.


Purtroppo nessuno di noi che non abbia mai manifestato alcun sintomo di infezione può considerarsi non infettivo, dobbiamo tutti considerarci potenzialmente infettanti.

Se quindi questo tipo di mascherina fosse utilizzata da tutti, indipendentemente o meno dalla manifestazione di sintomi, si ridurrebbe di molto l’emissione di droplets e aerosol e ciò costituirebbe un grosso ostacolo alla diffusione della malattia.

Ciò è ancora più vero soprattutto in quei casi in cui l’affollamento delle persone è inevitabile e risulta più difficile tenere sempre un’adeguata distanza di sicurezza (ad esempio negozi o mezzi pubblici).


È necessario ribadire come chi indossa una mascherina chirurgica non possa e non debba ritenersi protetto in alcun modo.

Innanzitutto, anche se questa, indossata correttamente, copre bocca e naso, lascia comunque scoperti gli occhi le cui mucose possono essere una possibile via di entrata per qualunque agente patogeno.

Queste poi non garantiscono un totale isolamento in quanto non aderiscono sempre perfettamente al viso e il materiale filtrante, anche se costituisce una barriera fisica per gli aerosol, la mascherina non è in grado di bloccare singole particelle virali.


Come vanno utilizzate le mascherine chirurgiche


La mascherina chirurgica va indossata in modo tale che copra sempre sia il naso che la bocca e che risulti il più possibile aderente al viso.

A tale scopo nella parte superiore potrebbe essere presente all’interno una fascetta in ferro o plastica detta nasello, che si può modellare per adattarsi il più possibile al profilo del naso. Alcune mascherine sono progettate per avere una forma ergonomica che non necessita di alcun ferretto.


Questa attività di adattamento alle curve del viso, è fondamentale e va effettuata appena si indossa la mascherina. Spesso e volentieri, anche in tv si vedono persone che pur indossando la protezione, continuano a muoverla, è giusto stigmatizzare questo errore perché può essere fatale.

come indossare la mascherina


Infatti durante l’uso è assolutamente necessario resistere alla tentazione di spostarla con le mani per rispondere al telefono o anche solo per cercare di sistemarsela meglio.

Toccarsi il viso con mani o guanti potenzialmente infetti è un’azione che andrebbe assolutamente evitata e che rischia di essere ancora più pericolosa rispetto al non indossare alcuna mascherina.


Si pensa che la maggior parte dei contagi derivi proprio da contatto tra mano e viso.
I materiali cartacei, che limitavano la durata delle mascherine a 2 o 3 ore, di fatto non sono più utilizzati, le mascherine in TNT hanno una durata maggiore, ma comunque limitata.

Il tempo di utilizzo può variare a seconda delle condizioni e dall’ambiente circostante ma va sempre ricordato che sono pensate per un unico utilizzo e vanno quindi tutte eliminate dopo l’uso, avendo cura di rimuoverle utilizzando gli elastici e lavandosi accuratamente le mani prima e dopo averlo fatto.


Mascherine protettive, i vari modelli


Malgrado le mascherine chirurgiche siano spesso usate impropriamente come dispositivi di protezione individuale, vene sono sicuramente altre tipologie create apposta a questo scopo.


Il principio di funzionamento è il medesimo: anche queste sono realizzate con TNT ma con un processo differente rispetto alle chirurgiche che rende possibile la formazione di un filtro interno anche senza la sovrapposizione di vari strati di materiale.


L’azione filtrante in questo caso è duplice: da un lato blocca determinate particelle impedendo che vengano inspirate, dall’altro costituisce anche un’ottima barriera che impedisce a droplet e aerosol di uscire e disperdersi all’esterno limitando quindi un possibili contagi anche da parte di asintomatici.


Sono ormai largamente utilizzate negli ospedali indossate da personale medico e paramedico in aggiunta a schermi e ad occhiali protettivi ma in realtà furono pensate già molto tempo fa per difendersi da agenti esterni in caso di condizioni di lavoro estreme.

Pare che anche gli antichi romani usassero delle mascherine, in quel caso realizzate con pelli di vescica animale, per proteggere coloro che lavoravano nelle miniere.


Utilizzo delle mascherine protettive FFP

mascherine ffp


Queste mascherine possono essere di diverse tipologie a seconda del loro potere filtrante e si dividono in:

FFP1: sono le meno filtranti tra le tipologie disponibili, ma sono comunque sufficienti per evitare di inalare polveri o liquidi privi comunque di particolare tossicità. Sono quelle che tipicamente vengono utilizzate nel fai da te ed hanno un potere filtrante dell’80%. Sono identificate da elastici gialli.

FFP2: con una percentuale di filtraggio del 94% questo tipo di mascherine si presta meglio ad usi industriali e risulta adatto per proteggere chi le indossa da diverse sostanze chimiche, come ad esempio le particelle rilasciate dalle pitture senza piombo, e organiche, come alcuni funghi che potrebbero essere presenti durante operazioni di pulizia.Hanno elastici di colore bianco o blu.

FFP3: hanno una percentuale di filtraggio del 98% e sono in grado di proteggere dalle particelle più fini e pericolose, come la polvere di amianto o di silice, ma non forniscono sono comunque in grado di filtrare i gas. Sono identificate da elastici rossi.


Possiamo già iniziare a fare delle considerazioni su queste mascherine in rapporto al tipo di protezione offerto in caso di potenziale contagio.

Sicuramente aumentando il potere filtrante aumenta anche la protezione ma questo fa anche aumentare la difficoltà respiratorie di chi le utilizza e questo è un fattore di cui sicuramente si deve tenere conto.


Se con una di queste mascherine respiriamo a fatica tanto da doverla spostare spesso per avere un po’ di sollievo, ecco che la maggiore protezione viene vanificata dal doversi toccare il viso con mani o guanti potenzialmente infetti.


Alcune di queste mascherine per ovviare al problema sono munite di una valvola che si apre in fase di espirazione migliorando il confort di utilizzo e riducendo il problema dell’appannamento degli occhiali per chi li deve indossare.

Purtroppo, questa valvola presenta l’inconveniente di non filtrare l’aria espirata che quindi verrà espulsa con droplets e aerosol inclusi.


Quali sono le precauzioni di utilizzo delle FFP ?


Ma quanto possiamo realmente considerare una mascherina “protettiva”?

Malgrado il grado di protezione sia indubbiamente superiore per questo tipo di prodotto, dobbiamo avere cura di applicare sempre le stesse precauzioni durante il loro utilizzo.

Andranno indossate in maniera tale da farle aderire il più possibile al viso e durante il loro utilizzo si deve evitare quanto più possibile di toccarle o spostarle. Una protezione completa poi dovrebbe includere uno schermo o degli occhiali protettivi per proteggere anche le mucose degli occhi in maniera adeguata.


Ovviamente anche il costo di queste mascherine è maggiore rispetto alle chirurgiche, tuttavia alcune di queste possono essere utilizzabili più volte. Alla sigla che ne identifica la tipologia dovrebbe infatti seguire l’acronimo R o NR, che sta appunto per Riutilizzabile o Non Riutilizzabile.


Ha senso quindi utilizzare una di queste mascherine?

Ne vale comunque la pena?


Sicuramente si, in tutti quei casi in cui oltre ad evitare un possibile contagio, che dovrebbe essere una preoccupazione collettiva condivisa, è necessario proteggere maggiormente la propria salute.

Questo potrebbe capitare sia perché si è soggetti esposti a maggiori contatti e a maggiore rischio, come ad esempio il personale sanitario, sia perché si è soggetti più fragili e quindi maggiormente esposti a possibili gravi conseguenze di un eventuale contagio.


Tutto questo senza mai cadere nell’errore di considerarci “protetti” evitando di prendere quelle precauzioni che sono le principali misure di difesa di cui disponiamo quali la distanza di sicurezza e la pulizia frequente e meticolosa delle mani.


Mascherine: dove trovarle, reperirle, comprarle


In tempi normali la Cina produceva circa 10 milioni di mascherine al giorno, circa la metà di tutta la produzione mondiale. Ultimamente vista l’enorme domanda mondiale e anche tramite la conversione di diverse fabbriche,sono stati in grado di aumentare la produzione di oltre 10 volte. Va da sé che qualsiasi canale stiamo utilizzando per comprare delle mascherine quasi certamente la loro provenienza sarà orientale.


La fortissima richiesta ha fatto si che queste siano praticamente introvabili nei canali tradizionali, come ad esempio le farmacie, ma ha anche fortemente incentivato il canale di acquisto on-line. Numerosi sono i siti di commercio elettronico che promettono di procurarti questi prodotti.


Ovviamente tutto questo fermento attorno a questo prodotto lascia parecchio spazio a chi ne vuole fraudolentemente approfittare vendendo ciò di cui non dispone, e che quindi non ci arriverà mai, o rifilandoci materiale scadente e magari già di per sé nocivo per la nostra salute.


Come fare quindi per essere certi che il prodotto ci arrivi e che il rimedio non sia peggio della malattia stessa?

Non potendo ovviamente disporre di un laboratorio di fiducia che analizzi le mascherine prima dell’acquisto né se queste siano effettivamente nei suoi magazzini, poniamo sempre la maggiore attenzione possibile alla serietà e correttezza del venditore.

Verifichiamo la sua reputazione cercando commenti da parte di chi lo ha già utilizzato e prediligiamo metodi di pagamento che ci mettano il più possibile al sicuro da sgradevoli sorprese e cerchiamo produttori italiani che abbiano convertito la loro produzione seguendo le indicazioni del Decreto Cura Italia, come il sito familymask.it .

protezione naso bocca
Mascherina adulto


Le mascherine per le attività lavorative


In Oriente è già presente una cultura per la quale se si è malati, anche per un semplice raffreddore, si indossa la mascherina per evitare di contagiare altri. Personalmente la trovo una splendida manifestazione di rispetto verso il prossimo che probabilmente da ora in poi inizierà a prendere piede anche da noi.


D’altronde dopo questa prima fase di piena emergenza il graduale ritorno alla normalità che seguirà non potrà prescindere dall’uso delle mascherine che hanno dimostrato essere un efficace coadiuvante nel contrastare una qualsiasi pandemia.

Al loro utilizzo quindi ci dovremo in ogni caso abituare e dobbiamo essere in grado di utilizzarle al meglio.


Prendere i mezzi pubblici, andare a fare la spesa, lavorare in un ufficio assieme ad altre persone… sono solo alcuni esempi di situazioni che non potremo sempre evitare e nelle quali tenere la distanza di sicurezza con le altre persone non sarà sempre possibile.